Domenica 14 Gennaio dalle ore 17.30 presso la libreria rinascita si terrà la presentazione del libro fotografico PER LA PATRIA: piccolo lapidario della grande guerra.

A presentare il libro ci sarà ALESSANDRO ZECHINI assieme agli autori FRANCESCO MARIA ANZIVINO e PAOLO GROFF.

Il progetto “a due mani” nasce nel luglio 2016, quando Francesco Maria Anzivino viene a conoscenza dell’indagine fotografica condotta da Paolo Groff sulle lapidi e i monumenti dedicati ai caduti della Grande Guerra in diversi centri della provincia di Ascoli Piceno.

L’idea originaria dei due autori di seguire un percorso geografico dalla montagna fino al mare per ricostruire, attraverso questi reperti della prima guerra mondiale, la climax di chi era partito e aveva vissuto la sanguinosa avventura della guerra cambia in seguito al terribile evento del terremoto perché quelle foto scattate nei paesi del “cratere” sono diventate la superstite testimonianza «di questi monumenti non sempre belli, figli più di esercitazioni retoriche che di istanze estetiche», la documentazione storica di qualcosa che non è più un “presente”, ma costituisce un “passato” affidato alla memoria di pochi e destinato a perdersi nella drammatica e vasta devastazione che ha cancellato interi paesi.

È nato pertanto un racconto, dove le parole e le immagini sembrano rincorrersi e concatenarsi in un unico tessuto narrativo, uscendo da un ambito provinciale per assumere una connotazione più drammatica e più universale sotto il profilo storico e sociologico.
«Questo è anche un libro sulla scrittura intesa come soggetto fisico, considerato nella sua materialità, come significante e come mediatore di memoria – afferma Paolo Groff – è inoltre una riflessione sulla bidimensionalità del medium fotografico, usualmente considerato come surrogato di tridimensionalità. I monumenti portano una scrittura che appartiene a un mondo dimenticato, visto ma non visibile, in cui la parola esercita la sua forza evocativa, capace di richiamare la memoria di luoghi e persone scomparsi”.

L’obiettivo degli autori è di mostrare e far capire come questi “segni” della prima guerra mondiale abbiano perduto ogni forma di sacralità e non facciano più parte nemmeno dell’arredo urbano, ma siano ridotti a “feticci” appartenenti a un passato ormai sepolto dal tempo e cancellato dalla memoria collettiva, pur continuando a rappresentare una drammatica testimonianza storica.

La cittadinanza è invitata a partecipare.