Questo è il messaggio di S. E. Monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, in occasione della Giostra della Quintana:

Auguri a tutti per la festa di San Emidio, che il tempo non deve usurare. Facciamo sì che  questa ricorrenza non diventi abitudinaria, ma continui a  rappresentare sempre  una grande novità. Questo  auguro veramente a ciascuno di voi, perché  anche le cose più belle ripetute meccanicamente rischiano di diventare una routine.  Una festa come quella di S.Emidio non deve diventare routine per una città come la nostra che ha il suo fondamento storico, culturale, spirituale e religioso proprio su S. Emidio. E’ sul nostro patrono che si lega a questa tradizione stupenda, che è la tradizione della Quintana e del  gioco della Giostra, che similmente ad altri paesi e città sono collegate strettamente al fatto religioso.

L’appello che voglio e debbo lanciare è proprio che non venga mai meno questo aggancio straordinario TRA   S.Emidio e la Quintana e tra S. Emidio e la giostra. In un giorno come questo, in cui la domenica  vede nello stesso giorno vede la Giostra e la processione, possiamo riflettere: in altri tempi, forse in passato, si sarebbe data importanza  massima alla processione e, forse, la Quintana avrebbe fatto un gesto d’inchino, un gesto di devozione verso il Santo. I tempi cambiano, ma attenzione a non perdere il senso vero anche della quintana, perché sganciata da S. Emidio rischia di diventare  qualcosa di più profano e sempre più lontana dalla dimensione spirituale e religiosa.Mi  auguro che ,quindi,  la Quintana possa mantenere questo spirito di lealtà e di fraternità , perché anche la gara combattuta con coraggio, con valentia e  con entusiasmo tra i sestieri serva, in fondo, a far sentire che si è tutti una grande famiglia dove vince sempre il migliore, veramente il migliore, ma tutti vincono perché tutti hanno partecipato a una gara di fraternità.