Big data e Impresa 4.0. Per le imprese artigiane e per le piccole e medie imprese marchigiane, il futuro passa da qui. Un futuro a cui guardano con grande interesse le 18.021 imprese manifatturiere della regione. In particolare quelle attive nella meccanica avanzata, nel mobile e nel sistema moda.

Le tecnologie smart per le imprese evolute sono state al centro di un convegno della Cna Marche sul “Small Businnes & Big Data, che si è tenuto ieri ad Ancona. dopo i saluti del presidente Cna Marche Gino Sabatini, sono intervenuti Domenico Ursino, docente di ingegneria informatica all’Università Politecnica delle Marche,  Gianluca Di Buò presidente dell’Unione produzione Cna Marche  Patrizia Sopranzi, dirigente del dipartimento Innovazione, Ricerca e Competitività della Regione Marche. Ha concluso i lavori Mario Pagani responsabile Politiche Industriali della Cna Nazionale.

“Realtà aumentata, connessioni 5G, internet delle cose, digitalizzazione  e big data” ha affermato  Gianluca Di Buò presidente Unione Produzione Cna Marche “sono altrettante opportunità per le imprese innovative e per quelle che guardano a Impresa 4.0. La Cna ritiene che queste tematiche vadano affrontate in sinergia con le università, la Regione Marche  e le istituzioni, per consentire alle piccole imprese di migliorare la competitività utilizzando i big data per la profilazione dei clienti, le previsioni di mercato, il monitoraggio dei processi, la possibilità di scoprire problemi della catena produttiva, le verifiche di efficienza e efficacia.”

Secondo i dati di un’indagine della Cna lo scorso anno è aumentato il numero delle imprese che utilizzano i big data ed oggi sono oltre il 16 per cento mentre il 60 per cento delle aziende adotta tecnologie per la sicurezza informatica.

“I big data” ha spiegato Domenico Ursino, docente di ingegneria informatica all’Università Politecnica delle Marche “originano database enormi e ricchissimi di informazioni, che necessitano di competenze per poter essere estratte e di strategie per poter essere valorizzate. Si hanno importanti  applicazioni in tutti i settori manifatturieri. Inoltre i big data possono essere utilizzati per definire le abitudini di acquisto dei clienti nei supermercati, definire  i profili delle persone che onoreranno un mutuo nelle banche, programmare interventi di  cybersecurity, studio di malattie genetiche e neurologiche, definizione dei posti letto da aprire o chiudere negli ospedali, analisi dell’evoluzione dei brand e dei fenomeni politici e sociali”.

L’83 per cento delle imprese artigiane, secondo i dati forniti da Mario Pagani responsabile Politiche  Industriali della Cna Nazionale, è consapevole delle opportunità offerte da Impresa 4.0 e il 50 per cento ha già effettuato investimenti in questa direzione, soprattutto nella robotica collaborativa (32 per cento) e nei sistemi per l’integrazione (20 per cento).

“Ancora maggiore” ha precisato Pagani “è la quota di microimprese interessate a acquisire nuove tecnologie 4.0: il 78 per cento del totale, con l’apertura a frontiere finora poco esplorate in azienda  come il cloud, la cybersecurity, il big data analytic. E un’azienda artigiana su quattro progetta o sviluppa tecnologie innovative. Noi vogliamo creare nei territori dei Digital Hinnovation Hub tra impresa, ricerca e finanza dove le imprese possano trovare supporto per la trasformazione digitale dell’azienda, dalle tecnologie ai modelli organizzativi, per evitare che le piccole imprese siano espulse dal sistema”.

Proprio per promuovere i processi di innovazione aziendale e l’utilizzo di nuove tecnologie digitali nelle micro e piccole imprese marchigiane, la Regione Marche ha stanziato 6,7 milioni di euro di cui 1,9 riservato alle aziende del cratere. Le domande possono essere presentate dal 11 febbraio al 2 aprile del 2019.

“Il contributo” ha dichiarata Patrizia Sopranzi funzionaria della Regione Marche “varia dal 10 al 60 per cento del programma si investimento, che deve essere tra i 25 mila e i 200 mila euro. Inoltre in caso di nuove assunzioni, coerenti rispetto al programma di investimento presentato, è previsto un contributo ulteriore di 10 mila euro per ogni assunzione a tempo indeterminato e di 5 mila euro per le assunzioni a tempo determianto per almeno due anni.”